venerdì 20 febbraio 2015

inventare un desiderio

i may not understand now but then again
you could talk to me or we could just sit here and daydream

me’shell ndegeocello – two lonely hearts (on the subway)


è stata un’altra settimana lunga, di quelle che racconteresti tutto, ma la tieni tra le cose che non dici a nessuno, e stasera fuori c’è nebbia.
quando vorrei non avere tutto questo tempo per me, alzo la musica, sospiro, fisso un punto inutile del muro, mi preparo un caffè, e trovo una scusa qualsiasi per non pensare. che invece è proprio quello che devo fare quando decido di sedermi qui, a raccontarmi, ad aspettare, o a inventare un desiderio.

[“posso dirti una cosa?”
“mi piace quando ti racconti senza che io te lo chieda”]

metto un vecchio cd di me’shell che non ascoltavo da tempo, e faccio fatica a riconoscermi, come facevo fatica a riconoscermi l’altro giorno, dopo che mi sono tagliato la barba. capita, ogni tanto, di fare delle cose che non vogliamo, ma non abbiamo scelta, e allora quando ci guardiamo ci sembra di non sapere più chi siamo, e ricominciamo un po’ a volerci bene e a raccontarci.

[“hai fretta?”
“no”]

e ci vogliamo bene anche se non sappiamo cosa succederà, anche se siamo stufi di aspettare. che a forza di parlarci addosso ad alta voce, sotto la doccia, mentre guidiamo, appena svegli o prima di andare a dormire, quando ci distraiamo dal mondo, non facciamo che confonderci le idee. più cerchiamo di spiegarci, più ci confondiamo. allora non resta che aspettare.

[“dove sei?”
“sono uscito a immaginarti”]

non resta che aspettarci, e inventare un desiderio.


Nessun commento:

Posta un commento